Attrice perfetta

E poi ci sono le dee
Speciali bellezze eterne
Avvolgente pienezza dei sensi
Voce che è culla d’amore
Seni attraenti carezze
Paradiso per gli sguardi più casti
Labbra che sussurranno agli amanti
La passione di istanti lontani

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Chiudi gli occhi e ascolta

Mi tocchi con lo sguardo
Ti insinui col respiro
Ad ogni parola scandita
Resto nuda senza scampo
Non c’è fuga dall’immagine
Delle tua dita sulla pelle
Che disegnano assenti
Piccoli cerchi di felicità
Mi amano mi cercano
Tra i sussulti e l’affanno
Nel vigore maestoso
Si cibano di emozione
Gli occhi sognanti
Mentre tremula la luce
All’ombra del peccato

Venere assetata

La venere assetata
Attende impaziente
Un calice d’ambra
Ricolmo di gioia
Ascolta il respiro
Dell’amante lontano
Avvolge in spirali
Il profumo ardente
Sussurra all’orecchio
Dolci parole di zucchero
Infine si immerge
Nel sogno avvolgente
Per riemergere sazia
Del suo appagamento

La Sete La Fame La Mancanza

Adagiata su un prato di velluto
al riparo da sguardi indiscreti
nel profumo d’erba di maggio
e di tigli che stanno rinascendo
immagino un brivido caldo
a forma di gemma rosso fuoco
che inarrestabile surriscalda
l’aria leggera che ho intorno
scivola dall’unghia del piede laccata
per girare attorno alle caviglie
solletica con ampi cerchi le ginocchia
con guizzo delicatamente forte
risale su per le cosce toniche
un attimo e si fa strada tra le gambe
con tocco leggero divampa furente
la sento scottare là sotto, è dentro
mi contorce nel basso ventre
fulgida mi percorre internamente
giunge infuocata fino all’ombelico
mi fa piegare in due per uscire
uno spasmo ed emozione a non finire
il cristallo è ora di nuovo in superficie
azzanna lo stomaco rialza il bacino
prosegue imperterrito il suo cammino
giunge sui seni rigonfi e traslucenti
si adagia si rotola si bagna a non finire
poi con un balzo è al collo proteso
mi toglie il respiro e risale potente
fin dietro all’orecchio pulsante di cuore
getto la testa esausta all’indietro
è intreccio di capelli liberati e brillanti
tra essi la gemma rossastra si districa
ed infine esplode in mille pezzetti
una miriade di coriandoli colorati di passato
sono desideri irrealizzati occasioni perdute
percorsi diversi su minuscoli vetri luccicanti
ora di nuovo il mio corpo giace silente
respiro placido, ho sete e fame
il cristallo infuocato è scomparso
e come mi cadesse la luna sul capo
mi ritrovo aderente al presente sul prato
il banale e il quotidiano mi hanno sepolta
quegli intimi e profondissimi istanti
di voluttuose sensazioni diventano ricordo
e di quella perla vermiglia già sento
la mancanza.

Fantasia

V’è un vezzo suadente
nel capezzolo che sboccia
da mille bolle di sapone
di speziato caramello
gli farei dono immediato
lo lascerei sgorgare
della sua acre dolcezza
a sciogliere lentamente
sulla pelle gocciolante
per profumare l’aria umida
all’ombra di una candela
che dolcemente mi svela
le curve del tuo corpo.