Giunge dunque, il tempo del sacrificio

Devota alla luce
Sacrifico nelle tenebre
Questi sentimenti ingombranti
Lasciatemi, dunque
Morite, viventi morite
E non vi sarà più aria
Ad alimentarvi
Perchè si è perso ogni fulgore
Il fuoco sacro del proibito
Muore oggi con voi
Sull’altare dei doveri
Santifico ogni mio desiderio recondito
Purifico ogni bacio rubato
Dimentico ogni abbraccio incauto
Ricopro con un manto
Ogni emozione vibrante
Tutte le lacrime e gli accecanti sorrisi
E gli abbagli e i sussulti
Cancello con un colpo di mano insanguinata
Ogni pulsante eppur morente
Infausto e perduto frutto
Che l’albero immaginifico ha germogliato finora
Morite, viventi morite
Non vi sarà più spazio per voi
Lasciatemi, dunque
Ora non ho rimorsi nè rimpianti
Poichè sono roccia, inscalfibile
Salda nel vigore, invinta di morale
Abbarbicata sul mio alto giaciglio
Non vi guardo con odio,
Vi guardo e basta
Morire fulgidi figli di un eppur amore
Negato, sbagliato, assaggiato, spezzato, e infine negato
Morenti vi lascio essicare,
Silenti vi permetto di urlare
Lasciatemi, dunque.
Nella mia lucida corazza
Insaguinata e dorata
Piccola donna cresciuta
Bifronte complessa, oggi devota
Ad un unico altare, ad un unico Amore.

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Lacerazione Improvvisa

Allora palpita ancora
Quell’ansia sopita
Si desta improvvisa
Mi lascia basita
Bastarda mi afferra
Mi contorce nel buio
Perfora il mio petto
Un buco gigante
Dal fondo un ghigno
Sembra urlare ridendo
Un grido un sussulto
Non ce la farai
Mi brucia all’interno
Occorre fermarsi
A riprendere il fiato
Ma è una lotta continua
Una lacerazione profonda
E la mente si offusca
Perché cala la tenebra
Si vedono macchie scure
Sotto le palpebre
Bruciante anche il sapore
Delle lacrime amare
Che scivolano dentro al cuore
Le mani che sanguinano
Si aggrappano con forza
A quelle sbarre fredde
Di una cella distopica
Non è questo che voglio
E io mi perdo di nuovo
Inconsapevole della luce
Che ancora calda
Lambisce lontana
L’ingresso nascosto
Di questo pozzo infame.

Abbandono

Silente si nasconde
Il desiderio latente
Poi di colpo si ridesta
E mi trafigge il cuore
Ardente dilania la carne
Furtivo decide di andarsene
E abbandona questo involucro
Sopra a un letto sfatto
Fugge al calar della notte
E io lo osservo inerme
Il mio costato sventrato
Respiro con affanno
Piango lentamente
In questa agonia perpetua
Volevo gridargli il mio rimpianto
Esortarlo a non abbandonare
Chi a lungo ha nutrito
Ogni suo appetito infausto
Volto lo sguardo piano
Prima di perdere ogni senso
Tutto intorno si fa buio
Mi chiedo ora dove vada
A chi chieda rifugio
E semmai un giorno
Farà di nuovo ritorno
Se si insinuerà ancora dentro
Come un soffio violento
Che improvviso arriva da lontano

Come pietre nel buio

Viscidamente strusci
la tua anima in pena
come acido corrodi
entri nei miei sogni
ti vedo morto
in bianco e nero
dopo una notte
di passione violenta
ti agiti nella colpa
mi vomiti addosso
le tue scuse patetiche
pretendi non chiedi
mi immergi in una vasca
di ghiaccio rovente
indici premuti sulla mia gola
pulsante di vita
il tuo è sussurro di vendetta
indifferente al mio pianto
insisti la tua avanzata
sulle gambe sul collo
mi getti l’agguato
la cera che brucia
vuoi rovinare tutto
e poi benzina e fuoco
e fumo e più nulla
tossisco e riemergo
non respiro ma mi accorgo
di due occhi che fissano
soddisfatti lo spettacolo
che il mio corpo ferito
offre alla notte inerme
sono pietre nel buio di pece
ombre riflesse di un lampo di luce:
mi chiedo se ora, per davvero,
sia finita per sempre.

Farewell insane perception

Scricchiola lento
l’avanzo di mostro
su per la via del non ritorno
striscia atterrito
sul pavimento infetto
quasi con fare sospetto
rantola inspira e ancora sputa
l’ultimo insano colore:
è ghiaccio di pesco
rosa rinsecchita
quella che schiaccia
con la sua ombra pesante
è infinita stanchezza
di cuore pulsante
oggetto sanguigno
senza pudore
urla e geme dal dolore
in cerca d’aiuto
lo guardo dall’alto
del mio trono d’onore
sorrido sorniona
dimentico ogni rancore
ma non porgo la mano
bensì mi alzo e lo calcio
fin fuori al terrazzo
ed eccolo sciogliersi
al calore della luna
si schianta dal balcone
giù al cuore del giardino
osservo stranita
non rimane traccia alcuna
del freddo patito
e del gelido alito
infertomi sinora:
distacco totale
è la parola giusta: addio. 

Riflessione #4: è così che devono andare le cose? Ovvero come E. sta seriamente pensando di uccidere MTA.

E.: “Sono seria MTA, sono dannatamente seria: questa volta
si torna in carreggiata, NON c’è più TEMPO! Tu non puoi più esistere,
mi hai fatto sprecare solo giorni e settimane preziose, ora
mi ritrovo con le spalle al muro…”

MTA: “Tu hai avuto bisogno di me, io ti ho fatto VIVERE, finalmente,
dopo 30 anni della tua patetica e inutile esistenza
votata ad ottenere lodi e inutili pezzi di carta, IO..”

“Come OSI?!? Tu che mi parli di VITA? Come credi di essere potuta esistere, TU?
Senza la MIA patetica esistenza tu non avresti nemmeno potuto
permetterti una matita! Altro che trucchi griffati, vestiti alla moda,
cocktail costosi, cd patinati, uscite al cinema, concerti ad ogni stagione, cene e aperitivi,
feste a tema, pastelli di marca e libri per artisti in erba! Insomma TI RENDI CONTO
del tenore di vita che ti sei concessa???
Di cosa ti saresti nutrita TU SENZA IL MIO PATETICO STIPENDIO???”

“Ah è di questo che si tratta, eh? Di soldi! Ti stai cagando sotto però, eh
adesso che il tuo patetico e miserrimo stipendio inizia a vacillare!?!
Però! E pensare che di lodi ne hai beccate ben dieci nella tua carriera universitaria! Poverina, ti aspettavi di più vero, dopo dodici anni dedicati tenacemente al tuo sacro altare del lavoro, eh?
Ragazza IO ti ho dato leggerezza! Cazzo se ti ho donato ardore, se hai finalmente goduto…”

“ZITTA! Sai solo essere volgare e sboccata! Quanto mi dai sui nervi!!!
Stai in silenzio per una buona volta e ascoltami, maledizione!”

“Io ti ho fatto palpitare il cuore, IO ti ho fatto rischiare, amare, odiare,
io ti ho fatto vacillare, ti ho portato sul baratro,
ma ti ho fatto battere il cuore più di quanto non ti fosse mai successo!”

“Falsa! Sei una bugiarda! Questo non è assolutamente vero! Che ne sai tu
dei miei più profondi sentimenti!?! Tu hai MESCOLATO SENTIMENTI
CON LA FANTASIA! Era pura immaginazione! Era solo una patetica illusione!
Una finestra in cui rifugiarsi, in cui saltare, per staccare un po’ la spina, niente di più!
Avevo il controllo, il perfetto controllo della situazione!”

“Ah ah ah ah ah! Certo come no, infatti si è visto il risultato!
IO ti ho sciolto un sacco di nodi che ti portavi dentro da ANNI!
Io mi sono divertita, ti ho fatto giocare con il fuoco e finalmente ho nutrito la tua fantasia,
tu bramavi e volevi qualcosa del genere! Perché la tua mente è CONTORTA Emanuela, e lo resterà per sempre, che tu lo voglia o no!”

“Sciacquati la bocca prima di citare il mio nome!”

“Wow inizi pure a temermi adesso? Non credevo di avere questa presa su di te,
non fino a questo punto…”

“Sono stanca, basta discutere, IO non ne voglio più sapere di te
e delle tue stupide ed egoistiche farneticazioni…io ho da lavorare…
e non dovrei più sprecare nemmeno un minuto con te…volevo solo…”

“Che c’è, i tuoi pilastri iniziano a vacillare di nuovo? Ti senti mancare di equilibrio?
Il tuo, mia cara, è sempre stato un equilibrio PRECARIO, che io ho saputo
sapientemente SCARDINARE, e lo sai perché? Semplicemente perché NE AVEVI BISOGNO!”

“Ah si? Ma a quale PREZZO? Eh?”

“Mpf, sempre a parlare di prezzi, di pesi e di piatti della bilancia…
Non sei cambiata affatto dal tuo diploma eh? Eppure prima riuscivi ad essere più conciliante..
con la tua natura emotiva, con ME: IO ti ho rimesso in mano la matita!”

“Frena quella linguaccia, senza i miei bilanci e le mie attente operazioni
per risparmiare quattro soldi, quella matita non sarebbe mai potuta esistere!
Anzi non sarebbe DOVUTA esistere lo stesso!”

“Grazie a me TU hai imparato a RESPIRARE ARIA NUOVA!
Hai respirato salsedine, hai inspirato l’aria frizzante dei due mila per poi al ritorno
assaporare una fragrante fetta di torta casareccia…e per finire ci siamo pure bevute un grappino!”

“SMETTILA, BASTA! Tu mi hai DISTRATTA!
Dai miei doveri! Dalla mia natura diligente!”

“Hai rotto le balle con ‘sta storia della natura diligente,
dell’impegno, del lavoro,e SMOLLATI Cristo Santo!
La tua natura io te l’ho finalmente mostrata, ed è golosa per definizione!
Grazie a ME tu hai messo pepe all’amore e a tutto ciò che esso comporta!
Tu hai IMPARATO DI NUOVO che cosa significa il sacrificio della conquista amorosa!”

“Non bestemmiare! Che cosa credi, io amavo benissimo anche prima di te, io..”

“IO Ti ho mostrato nuovi lidi e nuovi orizzonti del piacere! Ti ho aperto quel cervello chiuso
sulle tue cazzo di seghe mentali di ricerca! IO ti ho dato FASCINO e potere di seduzione!”

“Oddio! Il tuo egocentrismo è smisurato! Ma chi ti credi di essere?”

“IO ti ho mostrato dieci dee della bellezza, io ti ho dato il brivido di cui avevi bisogno,
senza tutto quello che ti ho mostrato e ti ho donato, credi davvero sarebbe andata meglio?

Perché sei così TESTARDA da non capire che ne avevi uno stramaledetto bisogno?!?”

“Parlare con te è inutile, non sei capace di ascoltare veramente ciò che dico,
fai solo finta di saperlo fare, così come mi fai sprecare tempo nel tentativo di SCRIVERE.
Ah già, e il blog? Non parliamone, per piacere, mi vergogno davvero…”

Non mi toccare il blog! Ormai esisto quasi solo qui!
Hai già iniziato a negarmi l’ossigeno togliendomi il disegno,
lo shopping sfrenato, le bevute del venerdì sera, cosa altro vuoi da me?
IL SANGUE?!?”

“Se mi fosse d’aiuto TI TOGLIEREI PURE QUELLO!
Mi hai fatto sprecare ogni stramaledetto weekend in nome di che cosa?
Ogni sera da quando sei così preponderante mi dedico agli hobby o allo svago,
quando invece dovrei solo STUDIARE!
Tu mi hai completamente messa all’angolo per l’ebbrezza di un momento,
la gioia fugace dell’oblio! E adesso… e adesso io..”

La verità è che non sai nemmeno tu CHE COSA VUOI VERAMENTE!
Ma certo, tieniti pure la tua posizione acquisita,
cerca pure di giungere un’altra INUTILE ED INSENSATA VETTA!
Togliti ogni furore, ogni piacere della vita, rinnega la tua natura…”

“TACI! ZITTA! Anche ora, perfino ADESSO riesci a farmi sprecare il mio tempo!
Basta, mi sta venendo mal di testa…”

“Ecco, si, brava. Visto che non hai più l’ombra di un argomento valido,
ritirati pure nel tuo squallido scudo fatto di pigiama infantile e tisana della sera.
Io mi insinuerò lo stesso, subdolamente, nei tuoi sogni e nei tuoi desideri più nascosti,
ti sussurrerò all’orecchio come sedurre improvvisamente il tuo uomo
e quando nessuno potrà controllarti, lassù nella tua dimensione onirica, io sarò di nuovo pronta
ad aprirti a nuove avventure di voluttuosa lussuria.
E qui, per ora, visto che tu già dormi, vinco IO.”

“Questo lo dici tu. Staremo a vedere.”