Inquieta è la notte

Si veste di rugiada
Il soffio che ho sul cuore
Riposa nella notte
Un raggio di luna

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Ode alla Luna

Sinuosa e suadente
Si staglia provocante
Gioca seducente
Tra strati di nubi veloci
Affatto intimidita
Illumina la notte
Sicura di sè stessa
Non ha bisogno di stelle
Magnifica pienezza
Non teme la luce del sole
Si gode soave
Fino all’ultimo sospiro
Dei timorosi amanti
Che sacrificano al suo tempio
Il loro destino

Giunge dunque, il tempo del sacrificio

Devota alla luce
Sacrifico nelle tenebre
Questi sentimenti ingombranti
Lasciatemi, dunque
Morite, viventi morite
E non vi sarà più aria
Ad alimentarvi
Perchè si è perso ogni fulgore
Il fuoco sacro del proibito
Muore oggi con voi
Sull’altare dei doveri
Santifico ogni mio desiderio recondito
Purifico ogni bacio rubato
Dimentico ogni abbraccio incauto
Ricopro con un manto
Ogni emozione vibrante
Tutte le lacrime e gli accecanti sorrisi
E gli abbagli e i sussulti
Cancello con un colpo di mano insanguinata
Ogni pulsante eppur morente
Infausto e perduto frutto
Che l’albero immaginifico ha germogliato finora
Morite, viventi morite
Non vi sarà più spazio per voi
Lasciatemi, dunque
Ora non ho rimorsi nè rimpianti
Poichè sono roccia, inscalfibile
Salda nel vigore, invinta di morale
Abbarbicata sul mio alto giaciglio
Non vi guardo con odio,
Vi guardo e basta
Morire fulgidi figli di un eppur amore
Negato, sbagliato, assaggiato, spezzato, e infine negato
Morenti vi lascio essicare,
Silenti vi permetto di urlare
Lasciatemi, dunque.
Nella mia lucida corazza
Insaguinata e dorata
Piccola donna cresciuta
Bifronte complessa, oggi devota
Ad un unico altare, ad un unico Amore.