Lacerazione Improvvisa

Allora palpita ancora
Quell’ansia sopita
Si desta improvvisa
Mi lascia basita
Bastarda mi afferra
Mi contorce nel buio
Perfora il mio petto
Un buco gigante
Dal fondo un ghigno
Sembra urlare ridendo
Un grido un sussulto
Non ce la farai
Mi brucia all’interno
Occorre fermarsi
A riprendere il fiato
Ma è una lotta continua
Una lacerazione profonda
E la mente si offusca
Perché cala la tenebra
Si vedono macchie scure
Sotto le palpebre
Bruciante anche il sapore
Delle lacrime amare
Che scivolano dentro al cuore
Le mani che sanguinano
Si aggrappano con forza
A quelle sbarre fredde
Di una cella distopica
Non è questo che voglio
E io mi perdo di nuovo
Inconsapevole della luce
Che ancora calda
Lambisce lontana
L’ingresso nascosto
Di questo pozzo infame.

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2 pensieri su “Lacerazione Improvvisa

  1. L’ansia che dà tormento, che ci rende fragili ed indifesi , è una brutta bestia. Con tutte le nostre forze dobbiamo uscire dal tunnel e la luce che vedremo sarà totale . Una nuova vita ci aspetta. Puntiamo i piedi e lanciamoci con fiducia. Un bacio Isabella

    • Grazie per il commento…sinceramente splendido. Lo so, me lo ripeto anche io. È solo che ogni tanto arriva, così. Nell’incertezza dei miei propositi del domani. Purtroppo è un momento duro. Ma non mi lascerò di certo sconfiggere. 🙂

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